«Se non hai un cane, non c'è necessariamente qualcosa di sbagliato in te, ma ci può essere qualcosa di sbagliato nella tua vita», per usare le parole di Vincent van Gogh. Gli animali sono impegnativi (vero), ma non c’è migliore psichiatra di un cucciolo che ti lecca la faccia, diceva qualcuno. L’unico essere vivente che ti ama più di quanto ami se stesso, «l’unico mammifero in grado di vivere realmente con noi, e non semplicemente accanto a noi», secondo l’etologo austriaco Irenaus Eibl-Eibesfeld.
E quanti benefici: vivere con un cane riduce stress e ansia e pure la pressione sanguigna; rende più responsabili, aiuta a socializzare, rafforza l’autostima e sostiene lo sviluppo emotivo dei più giovani. Non è un caso se in psicologia si fa sempre più largo la terapia assistita con gli animali (Pet Therapy). Giocare con loro e coccolarli attiva il rilascio di ossitocina, un’endorfina che migliora l’umore è dà una sensazione di piacevole serenità. Insomma, migliorano la qualità di vita. E allora perché gli ambienti di lavoro si mostrano ancora così poco accoglienti alla loro presenza? Eppure le aziende che hanno aperto le porte agli animali dei dipendenti (Elisabetta Franchi tra le prime nel 2013 con un’iniziativa chiamata “Dog Hospitality”) hanno ottenuto ambienti di lavoro con meno tensioni, colleghi più rilassati e collaborativi, quindi più produttivi.






