Movimenti politici e cittadini argentini si sono dati appuntamento oggi a Buenos Aires per manifestare solidarietà all'ex presidente peronista Cristina Fernández de Kirchner, dopo la conferma della condanna a sei anni di carcere per corruzione.

Fin dalle prime ore del mattino, gruppi di manifestanti si sono radunati all'incrocio tra via San Juan e via 9 de Julio, da dove partirà la marcia verso Plaza de Mayo, epicentro della protesta convocata per le 14.

Altri sostenitori sono riuniti davanti all'abitazione di Kirchner in via San José dove - come richiesto dai suoi legali - l'ex leader sconta la pena ai domiciliari, con l'obbligo di indossare un braccialetto elettronico. La mobilitazione, sostenuta da Partito Justicialista, sindacati e movimenti sociali, si svolge sotto lo slogan "Cristina Libera" e denuncia una presunta "proscrizione politica" contro l'ex capo dello stato. Tra i promotori dell'evento, Juan Grabois ha lanciato un appello sui social ad aprire una "nuova fase della resistenza" contro "il regime illegittimo di Javier Milei" e per il "ripristino" della Costituzione.

Per motivi di sicurezza, la polizia ha attivato controlli lungo l'autostrada Riccheri, fermando i pullman diretti al centro città e sequestrando bandiere ed oggetti considerati pericolosi. Lo ha confermato ai media locali il capo di Gabinetto Guillermo Francos, parlando di misure preventive contro eventuali disordini.