PORDENONE - Nella storia del soccorso alle persone in Friuli Venezia Giulia c'è un prima e c'è un dopo la tragedia del Natisone. Da quel giorno drammatico, gli appartenenti alle forze dell'ordine, e coloro che sono deputati alla protezione civile e sanitaria, su ogni terreno, vanno anche oltre quello che indica il protocollo per non finire iscritti nel registro degli indagati, com'è accaduto a un infermiere della Sores Fvg e a tre vigili del fuoco del Comando di Udine. Si spiega così ciò che è accaduto nella tarda mattinata di ieri lungo la strada che conduce al passo Rest, in comune di Tramonti di Sopra. Attorno alle 12.30, un passante ha notato uno smartphone abbandonato sulla carreggiata. Dopo averlo raccolto, ha cercato l'eventuale proprietario e si è anche affacciato al limitare del bosco per capire se dal dirupo sottostante provenissero delle richieste di aiuto. Senza aver ottenuto risposta, ha deciso, con grande senso civico, di digitare il 112 per coinvolgere le istituzioni nella soluzione del piccolo giallo che si era creato.

Ai soccorritori ha descritto lo scenario, ipotizzando che il proprietario del cellulare potesse magari essere un motociclista, visto che ne transitano a centinaia durante tutta la stagione estiva, quando l'arteria è sempre percorribile, visto che d'inverno per ragioni climatiche viene interdetta al traffico. L'operatore del Nue ha subito girato la chiamata alla Sores Fvg e ai vigili del fuoco. La prima ha inviato precauzionalmente sul posto l'equipaggio di stanza alla casa di riposo di Sequals, che assicura la copertura sanitaria della Val Tramontina. I secondi hanno indirizzato in quota la partenza del distaccamento di Maniago. Trattandosi di un ipotetico disperso, è stato fatto alzare in volo anche l'elicottero Drago, di stanza all'aeroporto Marco Polo di Venezia, così come sono stati allertati gli specialisti della squadra speleo-alpino-fluviale del Comando provinciale di Pordenone.