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18 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 11:09

Queste azioni “costituiscono un’interferenza negli affari interni della Cina e violano le norme fondamentali delle relazioni internazionali”. Pechino non usa mezzi termini per commentare quanto venuto fuori dal summit del G7 in Canada. A parlare è il portavoce del ministero degli Esteri, Guo Jiakun, sottolineando che i leader del Gruppo dei sette, hanno “nuovamente manipolato” i dossier relativi alla Cina. Pechino contesta soprattutto i “commenti ingiustificati su questioni riguardanti Taiwan, il mar Cinese meridionale e il mar Cinese orientale”. Ma anche “calunniando maliziosamente la Cina per le cosiddette distorsioni del mercato e la sovraccapacità industriale“. Il portavoce del ministero degli Esteri, sottolinea così che Pechino “si oppone con fermezza a tutto ciò” e “ha presentato dure proteste formali alle parti interessate”.

Come si legge nel chair’s summary della presidenza canadese del summit, i leader del G7 “hanno sottolineato l’importanza di un Indo-Pacifico libero, aperto, prospero e sicuro, basato sullo stato di diritto, e hanno discusso della crescente cooperazione economica con la regione”. I leader, si legge ancora, “hanno sottolineato l’importanza di relazioni costruttive e stabili con la Cina, invitando al contempo la Cina ad astenersi da distorsioni del mercato e da sovraccapacità dannose, ad affrontare le sfide globali e a promuovere la pace e la sicurezza internazionali”. I leader esprimo anche “serie preoccupazioni in merito alle attività destabilizzanti della Cina nel Mar Cinese Orientale e Meridionale e dell’importanza di mantenere la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan”.