Dimenticate lettino e ombrellone in penultima fila, la cabina e pure la paletta col secchiello per i bambini. Scordate anche i vecchi bar all’ingresso della spiaggia, che servono granite, pizzette e al massimo cocco e bomboloni alla crema. Gli stabilimenti balneari del futuro saranno iperconnessi, multifunzionali, ecosostenibili, gourmet. Sono questi i nuovi trend individuati da un po’ tutti gli operatori del settore: balneari, fiere del settore, portali specializzati.

«Il vecchio modello di spiaggia fatto di sole e mare è superato – spiega Gloria Armiri, responsabile divisione Turismo&Ospitalità del polo fieristico Italian Exhibition Group –. Gli stabilimenti si stanno evolvendo, di pari passo con le nuove esigenze del turismo. Da semplici posti dove prendere il sole e fare il bagno, i lidi si stanno lentamente trasformando in luoghi di aggregazione, dove fare vita di mare ma anche altri tipi di esperienze: sport, yoga, fitness. Dove gustare cene di qualità, e poi magari prolungare la serata con musica ed eventi».

Cambiano gli stabilimenti, sempre più simili a villaggi-vacanza, e cambia anche il target della clientela: «Da trasversale e generalista – genitori con figli e nonni sotto lo stesso ombrellone con borsa-frigo al seguito –, il pubblico diventa sempre più specifico a seconda dell’impronta del bagno stesso», aggiunge Armiri. Ovvero una clientela sportiva e salutista per le strutture che puntano su attività e wellness, altospendente per i locali più esclusivi, giovane per quelli che fanno di eventi e dj-set la loro bandiera, meglio ancora se blu.