Maturità, da prossimo si cambia. Che? Intanto il nome. Come anticipato a La Stampa dal ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara ne vuole cambiare prima di tutto il nome. Non più solo maturità né esame di Stato, perché sarebbe «troppo freddo», ma «esame di maturità», che poi è la dizione abbandonata 25 anni fa. La motivazione? «Siamo in un’epoca in cui gli adulti tendono a tornare adolescenti e gli adolescenti non hanno un riferimento certo».

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Nessuno stravolgimento per le prove scritte, ma cambia l’orale «con l’obiettivo di rendere l’esame finale più coerente con il percorso didattico degli studenti e più centrato sulle competenze maturate durante gli anni scolastici». Il colloquio non sarà più una semplice interrogazione finale, ma si evolverà «in una prova multidisciplinare, capace di valorizzare l’intero percorso scolastico dello studente» ha spiegato il ministro. Si parla di dare più rilievo ai progetti di scuola-lavoro, curriculum dello studente, esperienze di orientamento, educazione civica e, più in generale, la crescita personale e formativa. «Bisogna rendere più coerente l’esame di Stato con una scuola che sappia porre al centro un concetto dimenticato dai giovani che sempre più spesso vogliono rimanere adolescenti – conclude Valditara - e dagli adulti che in molti casi sembrano voler tornare all’adolescenza: quello della maturità».