Èstato convalidato dalla gip del Tribunale di Macerata Daniela Bellesi l'arresto di Nikollaq Hudhra, il 55enne di origine albanese che ha confessato l'omicidio dell'ex moglie, anche lei originaria dell'Albania, Gentiana Hudhra (Kopili il nome da nubuile), 45 anni, badante, uccisa a coltellate sabato sera a Tolentino, in provincia di Macerata.
L'uomo, separato da tre anni dalla vittima, è stato interrogato in videocollegamento dal carcere di Montacuto (Ancona), dove si trova detenuto.
Il giudice ha ritenuto sussistenti anche i rischi di reiterazione del reato oltre ai gravi indizi di colpevolezza: dopo il femminicidio l'uomo ha atteso sul posto i carabinieri, seduto su una panchina.
Nel corso dell'udienza, Hudhra si è mostrato estremamente duro nei confronti della donna, definendola "mostro" e "serpente", e sostenendo di averla uccisa "per liberare i figli", come ha raccontato all'ANSA l'avvocato Lucia Testarmata. Un atteggiamento glaciale, che non ha lasciato spazio ad alcun cenno di pentimento. La legale che lo assiste ha confermato che il giudice ha disposto d'ufficio una perizia per valutare sia le sue condizioni fisiche che il suo stato psichiatrico, al fine di stabilire se sia compatibile con la detenzione carceraria.






