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17 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 15:08

Stefano Argentino aveva cercato su internet coltelli da acquistare. Una ricerca fatta già a ottobre poi virata su uno in particolare, le cui immagini sono state sottoposte al medico legale che ha svolto l’autopsia su Sara Campanella, uccisa a Messina il 31 marzo scorso, che ha confermato che quel tipo di coltello è compatibile con i colpi con cui ha ammazzato la giovane studentessa. Questo è emerso dalle indagini dei carabinieri del colonnello Lucio Arcidiacono (lo stesso che ha catturato Matteo Messina Denaro) e per questo, adesso, la procura guidata da Antonio D’Amato, con i sostituti Marco Colamonici e Alice Parialò, ha chiesto il giudizio immediato per Argentino, contestando le aggravanti dell’aver agito per motivi abietti e futili, con crudeltà e premeditazione.

L’udienza è stata fissata il prossimo 10 settembre. Lo scorso 31 marzo in pieno giorno, mentre la 22enne camminava lungo una via trafficata vicino al vecchio campo sportivo di Messina, lo studente di Tecniche di laboratorio biomedico seguiva la collega al termine di una lezione. L’aveva attesa per lungo tempo, Campanella era stata male e per un mese era rimasta a Misilmeri, comune alle porte di Palermo, dove era nata e dove risiede la famiglia. Quella mattina era finalmente rientrata a Messina dove era studentessa di biomedicina all’università dello Stretto. Dopo le lezioni, si era intrattenuta a parlare con un professore, per questo gli altri colleghi erano andati via. Ad attenderla solo Argentino.