Dopo la rottura ieri sera al tavolo sulla riorganizzazione del Pronto soccorso di Bazzano, i sindacati accusano direttamente l’assessore regionale Massimo Fabi, di aver portato alla fumata nera. “L’intervento dell’Assessore regionale che fa parte della Conferenza ma che ieri non era presente – hanno scritto in un comunicato – contrario alla possibile mediazione, è stato decisivo per la rottura delle trattative. Abbiamo registrato una spiacevole e dannosa battuta d’arresto sulla sempre sbandierata difesa e rilancio della sanità pubblica”. Sull’ospedale di Bazzano. pende un progetto di ridimensionamento da parte dell’Ausl di Bologna, sostenuto dalla Regione, che a partire dal primo luglio vorrebbe trasformare il Pronto soccorso in un punto di primo soccorso.
I sindaci e il segretario del Pd in corteo per salvare il pronto soccorso a Bazzano
di Caterina Giusberti
14 Giugno 2025
Un progetto contro cui sabato hanno manifestato politici, amministratori e cittadini e che ieri era all’ordine del giorno della riunione della Conferenza territoriale sociale e sanitaria metropolitana, che riunisce appunto Ausl, istituzioni e sindacati. Una riunione fiume, iniziata alle 11 e finita poco prima delle otto di sera, e che fino a metà pomeriggio sembrava poter portare a una soluzione e a un rasserenamento del clima, con una possibile sospensione della riorganizzazione. Un modo per prendere tempo e cercare di riavvicinare le parti, che però è naufragato verso sera e non per volontà dei sindacati, spiegano al termine dell’incontro Cgil, Cisl e Uil, che oggi decideranno le iniziative da mettere in campo. Niente è escluso, compreso lo sciopero. «Sembrava si potesse arrivare a un accordo, poi qualcuno ha cambiato idea», racconta Massimo Aufieri, della Uil Fpl.







