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Maria Denisa Paun e Ana Andrei
Firenze, 14 giugno 2025 - “Noi siamo state coinvolte solo nella fase iniziale della ricerca di Denisa, dopo la denuncia di scomparsa da parte della madre che ci ha contattate. Poi tutto si è svolto a livello di investigazione della Procura di Prato”. Oggi anche Emanuela Zuccagnoli, presidente di Penelope Toscana, la delegazione locale dell’associazione nazionale che sostiene i familiari delle persone scomparse, segue attraverso i giornali l’evolversi del caso Denisa Maria Paun e Ana Maria Andrei, le due donne rumene uccise e fatte a pezzi dal connazionale, reo confesso, Vasile Frumuzache. Anche se la scintilla è partita proprio da loro, che per prime hanno diffuso la foto della 30enne, quella che si scoprirà essere la seconda delle due escort assassinate.
La domanda che ricorre è se ci siano altre donne scomparse che possano aver fatto la stessa fine, magari proprio per mano dello stesso killer o di eventuali complici, visti anche i macabri ritrovamenti fatti alcuni giorni fa: una vertebra e una ciocca di capelli nel terreno vicino all’abitazione di Frumuzache e un paio di slip nella zona delle Panteraie, dove l’omicida ha lasciato i corpi delle due ragazze. “Mi è stato chiesto parecchie volte se come associazione si conoscano altri casi di questo genere ma Penelope Toscana non ne conosce perché non tutte le denunce arrivano”, dichiara Zuccagnoli. Che però spiega: “Un certo target di età e di professionalità: se si pensa alla gestione della situazione da parte di terzi è chiaro che non si va a denunciare. O lo di fa meno che in altri”.













