Nessun manifesto attaccato ai pali della luce. Nessun appello sui social. Nessun sit-in o hashtag. Nessun inserimento negli elenchi dell’associazione Penelope. Nessuna fiaccolata. Di lei non c’era traccia. Solo un silenzio lungo nove mesi e un’ipotesi sussurrata da chi, anche fra i familiari, provava a non cedere alla paura: «Forse è andata via con un uomo, voleva cambiare vita». Ana Maria Andrei, 27 anni, residente a Montecatini ma nata in Romania, era diventata un’ombra. Un nome appena sussurrato nei corridoi della comunità romena, un ricordo che si affievoliva lontano da Montecatini. La piangevano solo i parenti, da lontano, nel Pistoiese e in Romania. Per l’Italia, per tutti gli altri, era come se non fosse mai esistita. Poi la svolta. Dopo quasi un anno di silenzio dalla scomparsa tra le frasche e i rovi del Bosco delle Panteraie, poco più in là del punto in cui erano stati trovati i resti di Denisa Adas, gli inquirenti hanno recuperato ossa lunghe compatibili con un corpo femminile e, accanto, una parrucca. Erano i resti di Ana Maria. Era stato ancora lui a portarli lì: Vasile Frumuzache, 32 anni, guardia giurata romena. Le due donne, entrambe sulla trentina, entrambe di origini romene. Stessa fisionomia, stessi capelli scuri, stessa riservatezza: sembravano condurre esistenze parallele. Secondo alcuni, si sarebbero seguite sui social, forse incrociate nei circuiti della notte, e di certo frequentavano gli stessi luoghi. Vita in movimento: viaggi, locali, shopping, appuntamenti tra Prato e Montecatini. Proprio quest’ultima era una delle tappe più gettonate nei tour delle escort.
Ana Maria Andrei, chi era la prostituta uccisa dallo stesso killer di Denisa (e scomparsa un anno fa): nessuno la cercava. «Voleva cambiare vita»
Nessun manifesto attaccato ai pali della luce. Nessun appello sui social. Nessun sit-in o hashtag. Nessun inserimento negli elenchi dell’associazione Penelope. Nessuna fiaccolata. Di lei non...













