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Al salone aeronautico di Le Bourget un pannello nero davanti alle aziende ebraiche. La protesta del governo
Le Bourget, mostra internazionale di armi. E quando mai Parigi può perdere un'occasione per segnalare quanto Israele gli stia sull'anima, quanto cerchi in ogni occasione internazionale di fare dello stato ebraico un criminale ricercato per crimini di guerra e magari per genocidio?
E così, poiché la fantasia va dove la conduce il subconscio, nonostante il permesso delle autorità, alla mostra si è preparato un catafalco nero per circondare lo stand israeliano, e sono rimaste come sospese nell'aria le scritte delle grandi imprese israeliane, senza gambe, senza braccia, pudicamente occultati in quanto appartenenti alla stato ebraico. È un ghetto, una muraglia dedicata agli ebrei fra centinaia di espositori (tutti santi certo! venditori e acquirenti di armi): si vedono solo le scritte, Elbit, Rafael, Curtiss, IAI, segnalano dall'alto la loro scandalosa esistenza. «Una decisione assolutamente antisemita» la definisce il ministero della Difesa israeliano con il direttore generale Amir Baram.






