“Gli iraniani non vinceranno questa guerra, devono parlare e devono parlare subito, prima che sia troppo tardi”
Donald Trump con Mark Carney
Donald Trump divide subito il G7 canadese spezzando nuovamente una lancia a favore di Vladimir Putin e rifiutandosi, almeno per ora, di firmare una bozza di comunicato congiunto per la de-escalation del conflitto tra Israele e Iran, nonostante il documento riconosca il diritto di Israele a difendersi ed escluda la possibilità che Teheran abbia armi nucleari. "Loro (gli iraniani, ndr) vogliono dialogare, ma avrebbero dovuto farlo prima. Hanno avuto sessanta giorni, devono fare un accordo. Gli iraniani non vinceranno questa guerra, devono parlare e devono parlare subito, prima che sia troppo tardi", ha detto il commander in chief nel bilaterale con il premier canadese Mark Carney, il padrone di casa. Trump ha quindi glissato alla domanda su un eventuale coinvolgimento degli Usa nel conflitto fra Israele e Iran ("Non voglio parlare di questo") e ha ribadito che gli Usa "hanno sempre supportato Israele, per molto tempo". Il presidente quindi continua a insistere perché Teheran torni al tavolo negoziale, ma al momento frena sull'appello del G7 per una de-escalation. La sua scommessa è che i bombardamenti israeliani siano una forte arma di pressione sull'Iran, senza escludere forse anche la possibilità di un cambio di regime per mano dell'alleato. Anche se stando ai media avrebbe messo il veto sull'uccisione della guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei.










