«Uno sforzo ancora maggiore contro gli immigrati clandestini», misure se possibile più dure per arrivare «finalmente a realizzare la più grande deportazione di massa della storia». L’ordine di Donald Trump è chiaro e senza vergogna, per le parole usate, pesantissime, e perché viene dopo settimane di repressione delle proteste pacifiche in California e in tutto il Paese: i manifestanti che chiedevano misure più umane per gli immigrati, e denunciavano - sotto la bandiera No Kings - la deriva antidemocratica dell’amministrazione, sono stati attaccati con gas lacrimogeni e proiettili di gomma, e poi maltrattati e arrestati, a centinaia, dalle forze dell’ordine.
Trump si è rivolto ai suoi ministri, alle agenzie federali e ai governi statali, alla polizia e anche ai militari inviati nelle strade, come non era mai accaduto negli Stati Uniti. «Con la presente, vi ordino di fare tutto il possibile per raggiungere l’importantissimo obiettivo di realizzare il più grande programma di deportazioni di massa della storia», ha dichiarato Trump in un post sul suo social Truth. «Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo intensificare gli sforzi per trattenere ed espellere gli immigrati clandestini nelle più grandi città americane, come Los Angeles, Chicago e New York, dove risiedono milioni e milioni di immigrati clandestini», ha aggiunto.






