Ha debuttato la notte scorsa e ha centrato il bersaglio.
Si chiama Barak Magen ed è il nuovo sistema di difesa anti missile che Israele ha schierato contro il nemico iraniano. La new entry ha intercettato otto droni lanciati da Teheran e stoppati dalle navi lanciamissili israeliane. Parola dell'Idf che riporta il successo sui propri social, attribuendolo alla novità. La Difesa rivendica, inoltre, che dall'inizio dell'operazione militare, il 13 giugno, sono circa 25 i droni intercettati e potenziale minaccia per i civili.
Specialità del nuovo sistema è l'abbattimento di droni e missili cruise che volano bassi e vengono dal mare, spesso per non essere rilevati. Un'arma in più per bloccare gli at-107tacchi dell'Iran che finora è riuscito, in parte, a bucare i potenti sistemi dell'Idf.
Dalla sua, la Repubblica islamica è pronta a rispondere con lo Shahed-107. E' il nuovo drone kamikaze che ha un motore a pistoni e può volare con una gittata di oltre 1.500 chilometri.
A presentarlo è stata la forza aerospaziale delle Guardie rivoluzionarie iraniane. Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, un gruppo di droni di questo tipo può provocare danni significativi alla difesa aerea di Tel Aviv. Israele, però, vanta da sempre più mezzi di difesa. Oltre al celebratissimo Iron Dome, che protegge le città da droni a corto raggio, razzi e mortai, ha a disposizione il David's Sling specializzato nei missili a medio raggio; il sistema Arrow che intercetta i missili balistici a lungo raggio e il più avanzato Thaad, che può scovare missili nemici dentro e fuori l'atmosfera terrestre.















