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Le tre piattaforme galleggianti e senza equipaggio che SpaceX, l’azienda aerospaziale fondata da Elon Musk, utilizza per fare atterrare in mare i suoi razzi, hanno nomi piuttosto originali: Just Read the Instructions, Of Course I Still Love You e A Shortfall of Gravitas. Fanno tutti riferimento al “ciclo della Cultura”, un’apprezzata saga di fantascienza scritta dall’autore scozzese Iain M. Banks tra il 1987 e il 2012, che racconta una società futuristica e pacifica, guidata da una rete molto avanzata di intelligenze artificiali.
Musk non ha mai nascosto la sua passione per i romanzi di Banks, il cui pensiero teoricamente dovrebbe essere piuttosto distante dal suo. Era infatti uno scrittore apertamente socialista, che non lesinava critiche anche piuttosto accese al capitalismo, alle disuguaglianze economiche e alla concentrazione di ricchezza: non proprio lo scrittore che ci si aspetterebbe di trovare sul comodino dell’uomo più ricco del mondo, insomma.
Eppure, Musk ha spesso citato Banks come una fonte d’ispirazione fondamentale per il suo lavoro, il suo rapporto con la tecnologia e la sua visione del futuro. «Se proprio volete saperlo, mi definisco un anarchico utopico, del tipo meglio descritto da Iain Banks», scrisse nel 2018.






