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Domenica ci sono state proteste contro il turismo di massa in una quindicina di città europee, in particolare in Spagna. Le manifestazioni sono state indette da decine di organizzazioni sindacali e movimenti locali contrari a un modello economico che, a loro dire, dà la priorità ai turisti anziché ai residenti: hanno partecipato in totale alcune migliaia di persone e sono state largamente pacifiche.
Le proteste sono state a Granada, in Andalusia, e a San Sebastián (Donostia), nei Paesi Baschi, ma anche a Palma di Maiorca, nell’arcipelago delle Baleari, e soprattutto a Barcellona, una delle città dove le conseguenze del sovraffollamento turistico sono più evidenti da più tempo. Altre mobilitazioni più piccole erano in programma per esempio a Lisbona e a Marsiglia.
Anche quest’anno la protesta a Barcellona è stata guidata dall’Assemblea de Barris pel Decreixement Turístic (Assemblea dei quartieri per la decrescita turistica), che nel luglio dell’anno scorso aveva organizzato la prima, grande manifestazione sul tema, con 3mila partecipanti secondo la polizia, e 20mila secondo gli organizzatori. Domenica secondo il Comune i partecipanti invece sono stati circa 600: i manifestanti hanno chiesto che l’amministrazione locale prenda provvedimenti affinché i residenti possano trovare casa a prezzi accessibili; hanno poi criticato i sussidi al settore turistico e chiesto condizioni migliori per le persone che ci lavorano.











