Roma, 16 giu. (askanews) – Con la situazione internazionale resa sempre più complessa dalla guerra tra Israele e Iran e dai rischi di un allargamento del conflitto a tutti i livelli, occorre un impegno deciso per continuare a garantire la produzione di cibo, evitando una destabilizzazione delle economie agricole già messe a dura prova dall’inflazione, dagli alti tassi d’interesse e dalle conseguenze delle recenti tempeste finanziarie, a partire dai dazi.

È l’appello lanciato in una nota congiunta firmata dai rappresentanti delle organizzazioni agricole del G7, Coldiretti, Nfu (Usa), Fnsea (Francia), Cfa (Canada), Dbv (Fermania), Nfu (Uk), Ja Zenchu (Giappone) in occasione della riunione dei “Grandi della Terra” in Canada, con l’attenzione focalizzata sulla crisi in Medio Oriente. “Riaffermiamo il nostro impegno condiviso a costruire un settore agricolo più sostenibile, sicuro e prospero”, scrivono.

“Il G7 degli Agricoltori, che riunisce le sette principali organizzazioni agricole mondiali, si distingue come un forum strategico per analizzare e definire il futuro dell’agricoltura e del settore agroalimentare, in un contesto segnato da crescenti tensioni geopolitiche e commerciali – spiega Ettore Prandini, presidente Coldiretti – Insieme, chiediamo ai governi di porre la sicurezza e la sovranità alimentare al centro della loro agenda, con politiche che garantiscano la reciprocità nelle regole commerciali, sostengano l’innovazione accessibile e promuovano diete sane e naturali, contro l’ascesa dei prodotti ultra-processati e sintetici”.