di

Aldo Grasso

La discussa intervista a Massimo Bossetti è stata seguita da un’audience che presenta anche buoni o ottimi livelli di istruzione, coi laureati che balzano al 18% di share

Mentre il «Garlasco show» continua a imperversare sui canali televisivi in daytime e primetime, e sui social, l’attenzione della tv si riaccende sulla cronaca nera con un caso già ampiamente mediatizzato negli anni – anche grazie a una recente serie di Netflix – per quanto ormai chiuso a livello giudiziario e processuale. La stagione 2024-25 di «Belve» di Francesca Fagnani ha concluso esattamente con gli stessi risultati dello scorso anno: 1,5 milioni di spettatori, 9,4% di share, un ottimo risultato per una Rai2 che viaggia su medie della metà. Lo spin-off «Crime», con la discussa intervista a Massimo Bossetti, condannato in tre gradi di giudizio per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha incrociato il grande e diffuso interesse per la «nera», «cold case» ma anche, come qui, casi risolti. A fine stagione, la puntata ha tenuto la media con 1.570.000 spettatori, ma col 12,4% di share (si consideri che col mese di giugno la platea complessiva della Tv tende a restringersi, dunque un risultato notevole). Ma come è fatto il pubblico «di appassionati di crime», come l’ha definito Fagnani? Rispetto alla composizione del pubblico della trasmissione tradizionale, dedicata a temi decisamente più leggeri, la versione «crime» di «Belve» colpisce ancora di più il pubblico giovane, con una significativa crescita in share sugli spettatori con età comprese fra 15 e 24 anni.