FELTRE (BELLUNO) - La montagna è un territorio fragile, e i cambiamenti climatici contribuiscono a renderla sempre più instabile. Il 2025 è l'anno internazionale della conservazione dei ghiacciai, proclamato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite con l'obiettivo di sensibilizzare la società sul ruolo essenziale dei "giganti bianchi" nel sistema climatico e idrologico globale, ma la sentenza sulla loro scomparsa pare ormai inappellabile. Inverni miti con precipitazioni scarse ed estati particolarmente calde, contribuiscono allo scioglimento dei ghiacciai tanto che quello della Marmolada potrebbe non sopravvivere oltre i 30 anni. Proprio qui si ricorda il dramma della valanga che si è verificata il 3 luglio 2022, oppure in Svizzera più recentemente il gigantesco distacco da un ghiacciaio nel Canton Vallese che ha travolto l'abitato di Blatten. Carlo Barbante, 62 anni, originario di Feltre, è docente ordinario di chimica analitica all'università Ca' Foscari di Venezia. Si occupa di ricostruzioni climatiche e ambientali e dello sviluppo di metodologie analitiche in campo ambientale e biologico. Ha partecipato a numerosi spedizioni e campagne di prelievo in aree polari e nella Alpi, ed è coordinatore di progetti di ricerca nazionali e internazionali.