Dopo i raid Israeliani sull’Iran mi domando se la retorica insita nella frase fatta, pronunciata spesso con la r moscia di pragmatica, “aggvessori e aggvediti” sia ancora valida. Chi aggredisce chi? Se partiamo dagli scorsi giorni certamente sono gli israeliani che aggrediscono uno stato sovrano. Se guardiamo la storia scopriamo una inimicizia millenaria concretizzatasi in attacchi ripetuti da ambo le parti anche tramite milizie amiche. Soprattutto emerge una inquietante problematica psicologica: la paura che il nemico si riarmi porta all’idea di attaccarlo preventivamente. Il pensiero che emerge è che il nemico non deve dotarsi di armi che possano travalicare le mie capacità di difesa. Addirittura il nemico non può avere le mie stesse armi ma io devo mantenere il monopolio di un certo tipo di mezzo bellico.

Facciamo un esempio di fantasia. Caino aveva intagliato un bastone nodoso e con quello si aiutava nel cammino. Abele impaurito dalla possibilità che quel bastone venisse rivolto contro di lui voleva tagliare un grosso ramo per dotarsi a sua volta di un identico bastone. Caino, preventivamente, per timore che Abele, una volta fabbricato il bastone, potesse sopraffarlo decise che fino a che solo lui aveva il grosso bastone occorreva uccidere Abele. Se guardiamo alla realtà che ci circonda scopriamo che gli israeliani stanno attaccando l’Iran per timore che questo paese si doti della bomba atomica che ora, in quella zona del mondo, solo loro detengono. Fino a che, per ragioni storiche e comunanza culturale, noi non ci sentiamo minacciati da Israele, che in Medio Oriente appare più forte degli altri, tutto sembra filare liscio.