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Massimiliano Jattoni Dall’Asén, inviato a Modena
Nel cuore dell'Emilia, un team di esperti sorveglia 200 aziende italiane da minacce digitali. La sfida? Fermare ogni giorno centinaia di hacker prima ancora che colpiscano
Se oggi gli assalti alle banche (dati) non si fanno con armi fisiche, ma attraverso algoritmi e connessioni invisibili, allora le guardie di questa nuova era sono i professionisti della cybersecurity. A Modena ce n’è un manipolo che ogni giorno affronta centinaia di minacce in costante evoluzione. Nella loro base, su un piccolo grattacielo nell’area delle ex Acciaierie Ferriere (un intreccio di vie che ricordano i fasti automobilistici modenesi: via Lamborghini, via Fratelli Maserati, il museo Enzo Ferrari...), trascorrono il loro tempo monitorando costantemente i flussi di dati tra linee di codici, linee di difesa impenetrabili e algoritmi sofisticati, mentre davanti a loro, su un grande led wall, gli attacchi informatici si susseguono al ritmo di un secondo. Con un’età media di 35 anni, una laurea in ingegneria o in informatica e come segno distintivo l’essere un po’ nerd, questi ragazzi per 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, proteggono oltre 200 aziende italiane da decine di attacchi informatici, provenienti da ogni angolo della terra.








