"Celebriamo la Solennità della Santissima Trinità, mentre stiamo vivendo le giornate del Giubileo dello Sport. Il binomio Trinità-sport non è esattamente di uso comune, eppure l'accostamento non è fuori luogo. Ogni buona attività umana, infatti, porta in sé un riflesso della bellezza di Dio, e certamente lo sport è tra queste". Lo ha detto papa Leone XIV nella messa nella Basilica Vaticana in occasione del Giubileo dello Sport. "Ecco perché lo sport può aiutarci a incontrare Dio Trinità - ha proseguito il Pontefice -: perché richiede un movimento dell'io verso l'altro, certamente esteriore, ma anche e soprattutto interiore. Senza questo, si riduce a una sterile competizione di egoismi". "Pensiamo a un'espressione che, nella lingua italiana, si usa comunemente per incitare gli atleti durante le gare: gli spettatori gridano: 'Dai!' - ha suggerito papa Prevost -. Forse non ci pensiamo, ma è un imperativo bellissimo: è l'imperativo del verbo 'dare'". "E questo può farci riflettere - ha aggiunto -: non si tratta solo di dare una prestazione fisica, magari straordinaria, ma di dare sé stessi, di 'giocarsi'. Si tratta di darsi per gli altri - per la propria crescita, per i sostenitori, per i propri cari, per gli allenatori, per i collaboratori, per il pubblico, anche per gli avversari - e, se si è veramente sportivi, questo vale al di là del risultato".