Mazzi di fiori e rose rosse adagiate sull'asfalto, nastri colorati: la piazzetta di viale Benadduci, nel cuore di Tolentino (Macerata), si è trasformata questa mattina in luogo di raccoglimento e dolore. Tra i fiori, un biglietto scritto a mano recita: "Riposa in pace Gentiana, dal cielo proteggi i tuoi figli". È qui che sabato sera è stata uccisa Gentiana Hudhra, 45 anni, assassinata con decine di coltellate dall'ex marito, sotto gli occhi sconvolti di alcuni testimoni. Sul cemento è ancora visibile una grande e lacerante macchia di sangue: segno tangibile della violenza che ha squarciato la comunità, lì dove Gentiana è caduta dopo l'aggressione. Nella piccola comunità il dolore si alterna a momenti di riflessione su quanto accaduto.

Durante la messa di apertura del pellegrinaggio Macerata-Loreto, il vescovo di Macerata, monsignor Nazzareno Marconi, ha voluto ricordare la vittima e invocare una riflessione collettiva sulla violenza tra le mura domestiche: "Permettetemi di dirvi che la guerra non è solo qualcosa di lontano, ma può entrare anche nelle nostre case. Questa tragedia ci interroga: dobbiamo educare gli uomini al rispetto della vita". L'assassino, 55 anni, anch'egli di origini albanesi e domiciliato a Passignano sul Trasimeno (Perugia), sarebbe arrivato in monopattino e avrebbe affrontato l'ex moglie con furia. Secondo le testimonianze, l'ha colpita più volte con un coltello, poi, già a terra, l'avrebbe presa a calci. Infine si è seduto su una panchina distante pochi metri, restando in attesa dei carabinieri. La vittima, assistente familiare a Tolentino, si era separata dall'uomo circa tre anni fa, adesso lascia due figli, di 21 e 23 anni che vivevano con lei a Tolentino. Uno dei ragazzi, visibilmente provato, si sarebbe fermato stamani sul luogo della tragedia per alcuni istanti, prima di allontanarsi senza proferire alcuna parola.