2' di letturaTorna a scendere il tasso di interesse sui mutui per le famiglie italiane. Nel mese di maggio il tasso medio sulle nuove operazioni di acquisto della casa era calato al 3,19% contro il 3,27% del mese precedente. La contrazione, ovviamente, non tiene conto del taglio ulteriore fatto dalla Bce a giugno, anche si i tassi di mercato avevano comunque già inglobato le aspettative di una nuova riduzione.Ma è proprio l’andamento dei tassi di mercato nei primi mesi di giugno a far emergere quanto l’incertezza possa pesare sul futuro: l’indice IRS a 10 anni, l’indice più usato per calcolare il tasso dei mutui, nei primi 12 giorni di giugno ha segnato un lieve incremento, passando dal 2,54% di maggio al 2,55 per cento. I numeri emergono dal bollettino mensile dell’Abi, dal quale si evince che il mese scorso il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso dal 3,77 al 3,64%, mentre il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è sceso al 4,07% dal 4,14 per cento.I prestiti a famiglie e imprese restano stabiliPer quanto riguarda i prestiti a famiglie e imprese, a maggio l’ammontare è rimasto sostanzialmente stabile rispetto ad un anno prima, quando invece il mese precedente aveva fatto emergere un lieve incremento, pari a +0,3 per cento. «Ad aprile 2025 – ricorda il bollettino - i prestiti alle imprese erano diminuiti dello 0,8% mentre quelli alle famiglie erano cresciuti dell’1,3 per cento».I depositi tornano ai livelli record del 2022Il mese di maggio ha registrato anche una sensibile impennata dei depositi, che sono cresciuti del 3,5% su base annua e dell’1,9 per cento rispetto al mese precedente. I depositi hanno continuato salire nei mesi scorsi, tornando ai livelli record del 2022: a maggio l’ammontare relativo a famiglie e imprese era pari a 1.843 miliardi (1.858 miliardi nel maggio 2022).Il totale degli impieghi è invece pari a 1.639 miliardi. La raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, presenta un incremento di 121,4 miliardi tra aprile 2024 e aprile 2025 (26,2 miliardi famiglie, 16,1 miliardi imprese e il restante agli altri settori, imprese finanziarie, assicurazioni, pubblica amministrazione). La raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) è risultata in aumento del 2,9% su base annua, proseguendo la dinamica positiva registrata da inizio 2024 (+1,6% nel mese precedente). La raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, è diminuita dell’1,3% rispetto ad un anno prima.