di
Matteo Magrini
Dal modulo allo staff: le novità che porterà il nuovo allenatore. E l’ipotesi di un club manager
Ha dovuto vincere uno scudetto, conquistare un secondo posto e riportare il Milan fino a una semifinale di Champions League per smentire tanti (non tutti) di quelli che per anni lo hanno considerato un allenatore vecchio stampo. Quasi antico. Come se tutto quello che aveva mostrato in precedenza non fosse esistito. Perché in realtà, Stefano Pioli, è sempre stato al passo con i tempi.
Attento ad ogni minima evoluzione e capace, al contrario di tanti colleghi della sua generazione, di restare costantemente aggiornato. Basta ripensare alla sua prima stagione alla Lazio, quando mostrando un calcio spesso spettacolare arrivò fino al terzo posto. Oppure, tanto per restare in casa viola, ad alcune sue invenzioni.







