di

Marco Calabresi

Il tennista azzurro un anno fa di questi tempi era appena diventato numero 1 del mondo, e proprio sull’erba tedesca di Halle che lo vedrà a breve protagonista giocò il primo torneo da re del tennis mondiale

Jannik Sinner ha confessato di «aver dormito poco», ma una torta gli ha restituito il sorriso. Una torta a forma di 1 che l’organizzazione del torneo di Halle gli ha fatto trovare al suo arrivo in Germania, a ricordargli che un anno fa di questi tempi era appena diventato numero 1 del mondo, e che sull’erba tedesca giocò il primo torneo da re del tennis mondiale. Neanche una settimana dopo lo choc della finale persa a Parigi, che avrebbe abbattuto un toro, Jannik ha ripreso la racchetta in mano, con un colore diverso di superficie sotto i piedi: dal rosso al verde, dalla terra all’erba, quella di Halle dove vinse il torneo in preparazione a quella di Wimbledon dove si fermò nei quarti di finale contro Medvedev in una partita ricordata per il malessere accusato da Jannik.

Solo qualche settimana dopo si sarebbe capito uno dei motivi, con il caso Clostebol che — almeno nei risultati — non gli ha guastato il finale di stagione ma che lo ha poi portato ad accordarsi per tre mesi di stop a inizio 2025. Ecco perché Sinner ha un debito con Wimbledon, oltre che con Alcaraz, l’unico a batterlo da Cincinnati (metà agosto scorso) a oggi, tra Pechino, Roma e Parigi: «Cerco se possibile di dimenticare gli aspetti negativi e di vedere cosa posso fare qui — le parole di Sinner appena atterrato in Germania —. Penso che per me giocare un altro torneo sia positivo, perché ogni partita è un nuovo inizio e devo essere mentalmente pronto a dare il massimo in campo. Ho passato notti insonni, ma penso che ogni giorno vada meglio».