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Renato Franco

La cantante: «Il mio nome d’arte? È legato al Ciclone di Pieraccioni. Per vivere meglio mi sto distruggendo l’ego»

Il primo provino?«A 13 anni con Teddy Reno, volevo partecipare al Festival degli Sconosciuti. Mi sono presentata con due canzoni voce e chitarra scritte da me. Duravano sei minuti l’una: penso che Teddy Reno volesse uccidermi».

Cosa ci faceva a Leeds a 26 anni? «Non è stata una grande idea andarci. Mi sono ritrovata a casa di un ragazzo che diceva di avere dei contatti discografici, mi ospitava in un monolocale insieme alla sua fidanzata ma è stato un incubo: prima di capire che era tutta fuffa, ho dormito per due mesi per terra, su un materassino gonfiabile in un bagno senza gabinetto (il gabinetto era fuori dall’appartamento). Sono tornata a casa disperata e ho scritto Alfonso».