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Marta Serafini

Le prime a essere uccise dai missili iraniani all’alba di domenica sono state quattro donne arabe: Manar Khatib, 45 anni, e le sue due figlie, insieme a un’altra parente. Morti anche tre giovanissimi fratelli

Le prime a essere uccise dai missili iraniani all’alba di domenica sono state quattro donne arabe: Manar Khatib, 45 anni, e le sue due figlie, Shada di 20 e Hala di 13, insieme con un’altra parente sempre di nome Manar Khatib. Il colpo quando era ancora buio è caduto sulla loro casa di tre piani a Tamra, a Est di Haifa.

Un’intera famiglia spazzata via, visi sorridenti in una foto, durante una vacanza in Alto Adige, postata su Facebook dal dissidente palestinese naturalizzato statunitense Ahmed Fouad Alkhatib, critico di lunga data di Hamas e dell’Iran. Un’immagine in cui posano felici durante una gita con alle loro spalle lo Sciliar. «Ho perso i fiori più belli della mia vita», ha detto alla rete Ynet Raja Khatib, di formazione avvocato, padre delle due ragazze e marito di Manar, di professione insegnante. «Sono riuscito a salvare soltanto Razan, l’ultima delle mie figlie». Shada, la secondogenita, era al secondo anno di Giurisprudenza all’università di Haifa e lavorava alla Clinica per i Diritti Umani.