È lo spauracchio di un milione di automobilisti, ora il blocco delle auto Diesel Euro 5 nelle regioni del Bacino Padano sembra essere scongiurato. È stato depositato mercoledì l’emendamento al Decreto Infrastrutture che rinvia il provvedimento di un anno. La prima firma è quella del capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari. Il rinvio di un anno Nel testo si propone la proroga del blocco al 1° ottobre 2026 (anziché 2025) consentendo alle regioni di impiegare l’anno a disposizione per individuare misure alternative «idonee a raggiungere livelli di riduzione delle emissioni inquinanti» secondo quanto prescritto dall’Europa. Non solo: nel nuovo testo la limitazione verrebbe applicata «in via prioritaria alla circolazione stradale nelle aree urbane dei comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti» e non a 30 mila come nell’attuale versione. Con l’approvazione di questo emendamento, in Piemonte sarebbero coinvolte – tra un anno – solo Torino e Novara, ed esclusi tutti gli altri capoluoghi di provincia.

Semafori sempre più intelligenti per fluidificare il traffico Un provvedimento che nasce proprio in accordo con le regioni per consentire loro di varare misure alternative per migliorare la qualità dell’aria. «Il Piemonte su questo sta lavorando da tempo» assicura l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, che anticipa alcuni dei progetti pronti per essere realizzati. Sul tavolo c’è il Piano dell’aria che prevede un investimento di 5 miliardi di qui al 2030. Ma cosa può fare la Regione per ridurre lo smog? «Stiamo mettendo a punto un piano che prevede l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per fluidificare il traffico» prosegue Marnati. Semafori sempre più intelligenti per migliorare la viabilità e ridurre il tempo trascorso dalle auto sulle strade. I biocarburanti Di più veloce attuazione è il progetto legato ai biocarburanti, già presenti all’interno di molte stazioni di rifornimento. Tra questi ci sono il bioetanolo – per le auto che si alimentano a benzina – ma soprattutto il biodiesel, può essere utilizzato sia in forma pura (in alcuni veicoli recenti) che miscelato con il gasolio. Tra questi c’è l’Hvo (olio vegetale idrotrattato). Secondo i calcoli della Regione, i biocarburanti consentirebbero una riduzione di 200 tonnellate all’anno di ossidi di azoto e altre 27 tonnellate di pm10 solo per quanto riguarda il 2025. Manca ancora l’omologazione sui Diesel Euro 5 ma i tempi potrebbero essere relativamente brevi. «Su questo siamo stati capofila, con l’impianto di Trecate e ora siamo pronti per vedere i primi frutti». Un altro progetto allo studio, seppur più lontano nel tempo, è la riduzione della velocità stradale e poi c’è l’incentivazione del trasporto pubblico. Servono, però, risorse e per questo «stiamo chiedendo al governo finanziamenti per andare più veloce».