Serata di rime incandescenti, ritmi serrati e tecnologie di ultima generazione questa sera allo Stadio Olimpico Grande Torino con il concerto di Marracash. Il “King del rap”, come da titolo del suo terzo disco, sta attraversando l’Italia con la prima tournée di un rapper nostrano dedicata esclusivamente agli stadi. Ma non di sole sensazioni a pelle vive lo spettacolo del quarantaseienne artista cresciuto nel popolare quartiere della Barona di Milano. Una narrazione più profonda Al centro della sua ricerca c’è da qualche tempo una narrazione più profonda, basata sulla doppia natura di cantante e uomo, a volte in perfetta simbiosi, in altri momenti in conflitto. Il concerto verte soprattutto sugli ultimi dischi, una trilogia a tutti gli effetti composta da “Persona”, “Noi, loro, gli altri” ed “È finita la pace”. Il salto di qualità nei contenuti, del resto, gli è stato riconosciuto da uno dei consessi più attenti alle sorti della canzone d’autore italiana, la giuria del Premio Tenco, che gli ha assegnato la Terga Tenco 2022 proprio per “Noi, loro, gli altri”, proclamato miglior album dell’anno in assoluto. Una scelta che è stata interpretata, a ragione, anche come monito affinché non si liquidi tutto il rap nazionale come ring per bulli, sessisti e altre categorie cui spesso è ricondotto. “Un senso di impotenza” Per quanto concerne il disco più recente, se la pace del titolo allude soprattutto ai conflitti esistenziali, martedì allo stadio Armando Maradona di Napoli il rapper ha spostato il baricentro verso le guerre vere, con un breve monologo dedicato a Gaza: «Vedo con piacere – ha detto senza musica di sottofondo e tra applausi scroscianti – che sempre più artisti prendono posizione su quanto accade laggiù e più in generale sulle guerre in corso nel mondo. Anche io alzo la voce, ma mi chiedo: serve a qualcosa esprimere il nostro dissenso dal palco? Provo un senso di impotenza, come tutti voi, ma impotenza significa non aver potere, mentre noi ne abbiamo. E allora usiamolo, perché il potere capisce solo il potere». Tutto il resto è festa, con band al completo, otto ballerini, performer di ogni genere, cinque robot alti dai tre ai sei metri sullo sfondo e un’ospite preziosissima, la cantante Madame. Ci sono ancora alcuni biglietti disponibili.
Marracash e il suo rap contro tutte le guerre: “La musica è potere”
Il concerto di venerdì 14 giugno allo Stadio Olimpico Grande Torino








