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Ultimo aggiornamento: 20:55
“Gaza: tutto quello che il mondo ha fatto finta di non vedere” è il titolo dello speciale di MillenniuM, il mensile diretto da Peter Gomez, in edicola da sabato 14 giugno, e in libreria e negli store online da venerdì 20 giugno (trova qui l’edicola o la libreria più comoda per te).
Con 32 pagine di immagini, alcune volutamente disturbanti, Millennium vi fa vedere senza sconti la città martoriata dai bombardamenti israeliani seguiti al massacro del 7 ottobre 2023 perpetrato da Hamas. Così come vi fa immergere nella disumana quotidianità degli abitanti, con un lungo diario di Aya Ashour, giovane laureata in diritto internazionale, nota ai lettori del Fatto Quotidiano per le sue corrispondenze dalla città chiusa ai giornalisti stranieri. “Io e i miei amici condividiamo video di cibo su Instagram e ridiamo insieme del dolore della nostra fame”, scrive Ashour. “Mi sono tagliata i capelli lunghi perché non riuscivamo a trovare abbastanza acqua o shampoo per tenerli puliti. La maggior parte delle donne di Gaza ha fatto lo stesso”.
Scampoli di vita minima, scanditi dal terrore di non riuscire a conservare neppure quelli. Come è successo ai circa 200 operatori dell’informazione gazawi uccisi dal 7 ottobre a oggi, una cifra senza precedenti. Giulia Zaccariello ha raggiunto il confine di Rafah con una missione umanitaria e ha raccolto le voci di tanti giornalisti locali. «Quando arriva la notizia di un attacco, ogni giornalista sa che sotto le macerie potrebbe trovare un suo caro», dice per esempio Abed Nasser Abu Oun, che ha lavorato 23 anni dentro la Striscia di Gaza per radio locali e per il quotidiano dell’Autorità nazionale palestinese, Al- Hayat Al-Jadida.







