Milano, 11 giu. (askanews) – È un grido di denuncia, di orrore, di pace, quello che Famiglia Cristiana lancia nel numero da domani in edicola, con un’inchiesta sul massacro indiscriminato della popolazione civile a Gaza. Il numero si apre con una fotografia di copertina, cruda nella sua semplicità, in cui parlano gli sguardi dei bambini alla ricerca di quel cibo simbolo di un futuro sempre più incerto se non quasi ormai assente. A quegli occhi dà voce il direttore, don Stefano Stimamiglio nel suo editoriale d’apertura: “Gaza è diventato l’inferno in terra – esordisce -. Nessuno può più giustificare o minimizzare questo massacro sistematico di innocenti in nome della guerra ai terroristi di Hamas. Il governo di Israele, con i suoi missili forniti da noi occidentali, spazza tutto: scuole, ospedali, famiglie intere. E questo senza ormai il benché minimo senso della misura e, soprattutto, senza quel senso di pietas che ci costuisce tutti membri della stessa famiglia umana. Le armi di Israele hanno ucciso anche più di 200 giornalisti, il cui ruolo è di informare, documentare, togliere il velo a tanta crudeltà. Anche a loro dedichiamo queste intense pagine. Ora basta!”.
L’inchiesta parte da un’analisi dei rifornimenti di armi a Israele da parte dell’Occidente: nel servizio dedicato, il giornalista Francesco Anfossi mostra come gli Stati Uniti siano il primo fornitore di armi, con il 69% di importazioni belliche da parte di Israele (3,8 miliardi), seguito dalla Germania con il 30% e, terza, l’Italia. Una quota minima, quella italiana ma significativa, sostiene il settimanale, perché si tratta di aerei d’addestramento M-346 e simulatori di volo su cui si addestrano i piloti israeliani, nonché artiglieria navale, che la Marina utilizza per devastare la parte della costiera di Gaza affollata di bambini.












