La drammatica escalation militare in Medio Oriente, con l'attacco aereo di Israele in Iran e Teheran che minaccia di "aprire le porte dell'inferno", diventano subito come prevedibile un tema politico anche in Italia. E mentre la premier Giorgia Meloni ha presieduto oggi in videoconferenza un vertice urgente a Palazzo Chigi con i ministri Tajani, Salvini, Piantedosi, Crosetto, Giorgetti, i sottosegretari Fazzolari e Mantovano e i vertici dell'intelligence italiano (un coordinamento, spiegano dal governo, che diventerà "permanente"), da sinistra inizia il pressing.

"Israele non si ferma e scatena la guerra all'Iran. Con un'ennesima gravissima e inaudita violazione di tutto il diritto internazionale, Israele mette il mondo a rischio di guerra mondiale. Il genocidio a Gaza, la pulizia etnica e il piano di annessione della Cisgiordania, l'invasione e i bombardamenti in altri paesi sovrani della regione, non bastano a Netanyahu. Cosa aspettano la comunità internazionale, la Unione Europea, il Governo Italiano a dire basta?". A sottolinearlo sono i promotori italiani della Campagna europea Stop Rearm Europe, Arci, Ferma il Riarmo (Sbilanciamoci, Rete Italiana Pace e Disarmo, Fondazione Perugia Assisi, Greenpeace Italia), Attac e Transform Italia. Che lanciano poi un appello: "Chiediamo con forza che l'Unione Europea e il governo Meloni interrompano ogni tipo di relazione con Israele, in primis la vendita d'armi, per dare un segnale chiaro e inequivocabile a tutta la Nazione e all'intera Comunità internazionale che l'Italia non vuole essere più essere complice".