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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha motivato il massiccio bombardamento di giovedì notte contro l’Iran sostenendo che i siti legati al programma nucleare iraniano siano una «minaccia esistenziale» per Israele. Il governo israeliano ritiene che l’Iran fosse ormai prossimo ad avere una bomba nucleare, soprattutto in seguito a un’accelerazione delle proprie attività legate all’arricchimento dell’uranio, e che fosse quindi necessario un attacco preventivo. Avere notizie certe sullo stato di avanzamento del programma nucleare dell’Iran non è mai stato semplice, ma giovedì anche l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) delle Nazioni Unite aveva accusato l’Iran di violare gli obblighi sul nucleare.
Il programma nucleare dell’Iran è del resto da decenni al centro di polemiche, accuse e trattative nella comunità internazionale. L’Iran sostiene da sempre di voler sviluppare tecnologie nucleari per scopi civili – come la produzione di energia elettrica e l’impiego in medicina – ma negli anni sono stati raccolti numerosi indizi circa obiettivi ben diversi e orientati alla produzione di armi nucleari. Nel paese ci sono decine di siti e centri di ricerca dedicati allo sviluppo di tecnologie legate al nucleare, alcuni noti e oggetto dei bombardamenti israeliani, e altri segreti o comunque estremamente difficili da raggiungere.













