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Ultimo aggiornamento: 16:56
La bandiera di Israele non deve sventolare durante le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Una petizione, già firmata da diverse esponenti della società civile e del mondo accademico, chiede al presidente del Coni Giovanni Malagò e al sindaco di Milano Beppe Sala di intervenire presso il Cio affinché vengano presi “concreti atti politici” di fronte al “genocidio che sta accadendo sotto i nostri occhi”, la immane tragedia di Gaza.
I firmatari, tra cui il medico Vittorio Agnoletto e il rettore dell’Università stranieri di Siena Tomaso Montanari, ma anche la cantante Fiorella Mannoia e il regista Moni Ovadia, ricordano “il senso profondo dello sport come strumento per promuovere la pace e i diritti umani“. Per questo la bandiera di Israele “che compare ogni giorno sugli schermi televisivi di tutto il mondo mentre sventola sui carri armati, sui veicoli militari, sulle macerie fumanti per le bombe e i missili che senza sosta vengono lanciati”, non può essere oggi compatibile “con una manifestazione che, al contrario, è nata per essere un inno alla pace per i popoli di tutto il pianeta”.
La petizione si rivolge a Coni e Comune di Milano, pur sapendo che la decisione ultima spetta il Cio. Il comitato olimpico internazionale nel 2022 ha vietato la presenza della bandiera russa in ogni sua forma durante le gare olimpiche, come conseguenza dell’invasione dell’Ucraina ordinata da Vladimir Putin. Ai Giochi di Parigi gli atleti russi poterono partecipare solo come atleti neutrali. Clausola per poter partecipare: non avere contatti con l’esercito russo, non sostenere la guerra contro Kiev. Per soddisfare la richiesta della petizione, il Cio dovrebbe prendere un provvedimento analogo contro Israele, in seguito a quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza. Qui si può partecipare alla raccolta firme.






