Quella tra le persone con disabilità e l’aeroporto “Falcone – Borsellino” di Palermo è una storia infinita. A settembre, dopo un incontro tra l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Palermo dell’epoca, la sindaca di Cinisi, il direttore generale della Gesap, la società che gestisce l’aeroporto, e il Garante per i diritti delle persone con disabilità di Palermo, si è raggiunto un importante risultato, ad oggi disatteso però, quello che i passeggeri con disabilità in partenza possono portare via il contrassegno CUDE per usarlo in altre città senza incorrere in contravvenzioni, anziché lasciarlo esposto sul parabrezza dell’auto posteggiata.
E questa è un’altra nota dolente della vicenda. La procedura che le persone con mobilità ridotta devono seguire per posteggiare nei 37 stalli dedicati è pubblicata sul sito dell’aeroporto ed è aggiornata a gennaio 2025. Essa prevede che, dopo aver verificato sui pannelli informativi la disponibilità dei posti, potranno presentarsi all’ingresso del parcheggio PRM, “esibendo mediante la telecamera esistente sul videocitofono della colonnina di ingresso la seguente documentazione: CUDE in corso di validità, documento di identità del titolare del CUDE, biglietto aereo o carta d’imbarco del PRM in partenza titolare del CUDE, targa e tipologia di veicolo, indicazione periodo di sosta […] a seguito della verifica visiva l’operatore aprirà la barra di ingresso e inviterà l’utente a presentarsi alla cassa per la registrazione della sosta. Se la documentazione sarà regolare l’operatore emetterà il titolo per la sosta. In caso di esito negativo dei controlli sarà negata l’autorizzazione alla sosta”.







