Una chiamata alla famiglia prima del decollo. Poche parole. Giusto qualche frase per avvertire che stava per partire. Infine, una promessa: «Vi richiamo non appena atterro a Londra». Ma quell'avviso non ha mai raggiunto i parenti di Sumeet Sabharwal, pilota deceduto sul Boeing 787 di Air India. Velivolo che lo scorso 12 giugno è precipitato e ha preso fuoco a poca distanza dall'aeroporto di Ahmedabad - città dell’India occidentale - un minuto dopo essersi staccato dalla terra ferma, causando la morte di 241 persone sulle 242 presenti a bordo (230 passeggeri e 12 membri dell’equipaggio). Uno solo si è salvato.