Aveva rivelato comportamenti allarmanti l'indagine dei carabinieri di Asti coordinati dalla Procura che ha portato alla luce l'inferno che vivevano i bambini nell'asilo paritario l'«Albero dei Ragazzi» ad Asti, in via Guglielmo Ventura. Bimbi strattonati, derisi, umiliati, un bimbo di colore chiamato «zulù» cibo preso dalla spazzatura per i piccoli. Ancora più choccante però appare la risposta che Beatrice, una delle due maestre interdette dalla professione e indagate avrebbe dato a sua difesa secondo La Stampa: «Chiamare zulù un bambino africano non è un insulto, c'era anche una canzone. Non se la ricorda? Comunque con l'insegnamento ho chiuso, non si può può dire niente a scuola che subito ti mettono in croce». Ancora, la donna, maestra da quarant'anni avrebbe detto che «per fortuna ci sono le immagini», le quali a suo dire mostrano solo «qualche rimprovero e modi spicci».