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Ultimo aggiornamento: 10:54
Un bimbo di colore chiamato ripetutamente “zulù“, un altro, di origine albanese, apostrofato con epiteti oltraggiosi. Una bimba costretta a mangiare cibo prelevato dalla spazzatura. Bimbi strattonati, derisi e costretti a vivere in un clima di costanti vessazioni ed umiliazioni. È ciò che hanno documentato i carabinieri in un asilo paritario di Asti, l’Albero dei Ragazzi, grazie a testimonianze e riprese video. A seguito di quanto emerso dalle indagini, il gip del tribunale astigiano su richiesta della Procura ha sospeso due maestre, accusate di maltrattamenti in concorso nei confronti dei minori a loro affidati.
Le criticità contestate riguardano le aree dell’asilo destinate ad ospitare i bambini in età prescolare. Le altre attività che caratterizzano la struttura non sono state oggetto di indagine. Le immagini delle microspie installate dai militari hanno documentato alcuni bimbi che strattonati per evitare che si allontanino dal loro posto a tavola, altri sottoposti a castighi immotivati e costretti a stare seduti a terra in un angolino. Le registrazioni, inoltre, fanno emergere metodi bruschi, urla ed insulti, talvolta anche a sfondo razziale. Nella scuola, hanno rilevato i carabinieri, vi era “la totale assenza del clima allegro e giocoso che dovrebbe caratterizzare ogni momento di convivialità condiviso da più bambini di quell’età, sostituito invece da paura, terrore e ansia perdurante“. Le registrazioni dei militari dell’Arma restituiscono un clima all’interno della struttura tutt’altro che protettivo e stimolante, in cui le maestre “sembrano voler impedire ai bimbi di dare sfogo al più fondamentale istinto per un bimbo in tenera età: quello per il gioco“.






