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Per gli analisti inglesi il velivolo non aveva sufficiente potenza e tenuta aerodinamica. La "rincorsa" troppo breve. Possibile il guasto al motore
Errore umano, guasto tecnico, o forse una terribile congiuntura di entrambi i fattori. A poche ore dalla tragedia del Boeing 787 dell'Air India diretto a Londra, che si è schiantato durante il decollo nei pressi dell'aeroporto di Ahmedabad, le prime indagini ufficiali, assieme al parere di esperti del settore, sono come tessere di un puzzle che dovranno trovare la loro corretta collocazione. Si parte dai video, diffusi in rete e che mostrano il velivolo a bassissima quota sui tetti della città e poi una densa nube di fumo nero per via dell'impatto su un'area residenziale. Gli esperti di aviazione del Regno Unito si interrogano ad esempio sul mistero del carrello rimasto fuori, ben visibile nelle immagini amatoriali. Paul Edwards, analista della sicurezza aerea e membro della Royal Aeronautical Society, ha affermato che normalmente i piloti lo ritraggono in modo che il velivolo possa essere più aerodinamico e prendere rapidamente quota, e non è chiaro perché la procedura sia stata ignorata dall'Air India 171. «Ci sono due elementi necessari per il decollo di un aereo: la velocità adeguata e la rapidità di salita - precisa Edwards -. A questo aereo mancavano entrambe le caratteristiche».






