Prima della fine dello scorso millennio Manzoni e Leopardi erano tra i protagonisti ricorrenti del tema di italiano alla Maturità.

Poi è arrivata la riforma Berlinguer, relegando dal 1999 in poi gli autori della letteratura italiana alla cosiddetta “analisi del testo” ma soprattutto escludendo dal novero dei papabili tutti i grandi nomi operanti prima del ventesimo secolo.

Fatta eccezione per Dante - che è tornato anche dopo il Duemila - Leopardi, Manzoni, Carducci, Verga, Pascoli e gli altri classici sono praticamente caduti nel dimenticatoio, con l’eccezione degli ultimi due, ripescati grazie alla riforma Fedeli del 2017 che ha consentito di ampliare l’orizzonte fino al periodo post-unitario.

A segnalarlo è Il portale per studenti Skuola.net, che in vista dell’esame 2025, ha passato in rassegna gli autori più snobbati degli ultimi 25 anni, tra cui spiccano, su tutte, due assenze importanti: Gabriele D’Annunzio, autore trattato in lungo e in largo in classe, e un premio Nobel come Grazia Deledda.

Mentre, infatti, alcuni nomi come quelli di Ungaretti, Montale e Quasimodo sono stati proposti più e più volte, il “vate” di Pescara è uno degli autori più attesi ogni anno dai maturandi, ma anche uno dei più ignorati dal Ministero.