Imaturandi continuano a scommettere su D’Annunzio alla Maturità: un “all-in” rischioso che in passato non ha mai premiato. Riprendono quota - anche se non hanno ancora raggiunto posizioni di vertice - Montale e Calvino, come anche una traccia sul futuro della Chiesa o sull’Europa. L’intelligenza artificiale per molti è “quasi” una certezza.
La Maturità è come il Conclave: si entra Papa e si esce cardinale. Questa è la sorte che negli ultimi anni è toccata a Gabriele D’Annunzio: costantemente grande favorito della vigilia ma poi sempre ignorato, se non per una comparsa nella prova suppletiva del 2023.
Che quest’anno sia la volta buona? I maturandi continuano a crederci, in modo sempre più intenso. E, perciò, le quotazioni del “vate” sono alle stelle. A rivelarlo, come da tradizione, è il portale Skuola.net, che ha interpellato nuovamente un panel di un migliaio di studenti di quinto superiore anche nel mese di maggio, per comprendere l’evoluzione del borsino delle tracce più previste per la Maturità 2025.
Insieme all’autore abruzzese ci sono altri due nomi “pesanti”: Luigi Pirandello e Giuseppe Ungaretti. Questi ultimi affetti, tuttavia, dal problema opposto: sono già stati proposti nel 2024. Un bis a distanza ravvicinata è riuscito solo a Dante, che comunque ha dovuto aspettare un anno per ripresentarsi. Improbabile la loro uscita.






