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Il racconto del passeggero britannico-indiano: “Quando mi sono alzato, c'erano corpi tutt'intorno a me. Ero spaventato. Mi sono alzato e sono scappato”
Oltre 290 vittime: questo il bilancio provvisorio dello schianto del volo di Air India precipitato ad Ahmedabad poco dopo il decollo. Tra le lamiere in fiamme, un uomo è emerso dall’inferno: contuso, ferito, ma vivo. Si tratta del cittadino britannico-indiano Ramesh Vishwaskumar, unico sopravvissuto tra i 242 passeggeri a bordo del velivolo. La notizia riportata dall’agenzia di stampa indiana Ani, è stata confermata dal commissario di polizia di Ahmedabad GS Malik: "La polizia ha trovato un sopravvissuto sul sedile 11A. È in ospedale ed è in cura. Non è ancora possibile fornire informazioni sul numero delle vittime".
Sui social è diventata virale l’immagine del biglietto del sopravvissuto allo schianto - 11A, tra le primissime file, lato finestrino - così come il video che lo mostra mentre si allontana dalla zona dell’impatto, visibilmente scosso. Intervistato dall’Hindustan Times, Ramesh Vishwaskumar ha affermato di aver sentito un “forte rumore” circa trenta secondi dopo il decollo, prima che l’aereo precipitasse. "È successo tutto così in fretta" ha aggiunto, sottolineando di aver riportato "lesioni da impatto" al petto, agli occhi e ai piedi: "Quando mi sono alzato, c'erano corpi tutt'intorno a me. Ero spaventato. Mi sono alzato e sono corso. C'erano pezzi dell'aereo tutt'intorno a me. Qualcuno mi ha afferrato, mi ha messo su un'ambulanza e mi ha portato in ospedale".






