Esulta insultando Jannik Sinner e poi, pentito, chiede scusa. Ci ricasca, Paul McNamee. L'ex tennista australiano, talmente specialista nel doppio negli anni Ottanta da diventare un mito insieme al suo partner Peter McNamara, non è mai stato tenero con l'azzurro. Già un paio di settimane fa, dopo la sconfitta contro Carlos Alcaraz agli Internazionali d'Italia a Roma, al rientro dopo i 3 mesi di stop per la squalifica per doping e il patteggiamento con la Wada, aveva definito Jannik "l'apprendista" e lo spagnolo il "maestro di scacchi".
Stessa finale a Parigi, per il Roland Garros, e stesso esito domenica scorsa. Per McNamee "è giusto che Sinner abbia perso", pur riconoscendo i meriti tecnici del numero 1 del ranking Atp.
L'altoatesino, sottolinea, "ha giocato un match incredibile, ma non sarebbe stato giusto se avesse vinto, sulla terra battuta e con tutto il resto. Per me, ha vinto la persona giusta". Un giudizio che sui social ha fatto discutere e molto gli appassionati di racchetta e palline, e così su X l'ex tennista australiano, oggi 70enne, ha in parte corretto il suo giudizio: "Mi dispiace di aver fatto un'osservazione insinuando che 'giustizia' fosse stata fatta quando Sinner ha perso la partita... alla fine, non è stata una cosa bella da dire".






