Una brillante variante sul tema dello slasher, con spunti filosofici. Questo è «Final Destination», film del 2000 diretto da James Wong con il quale inizia un franchise horror arrivato al sesto capitolo, «Final Destination Bloodlines», diretto da Zach Lipovsky & Adam Stein, di recente uscito al cinema.
Lo slasher, con un gruppo di ragazzi massacrati da un serial killer, è un sottogenere dell’horror consacrato dal primo «Halloween» (1978) di John Carpenter. In teoria non vi sono elementi soprannaturali, sebbene quasi da subito lo spietato assassino Michael Myers di «Halloween» abbia caratteristiche sovrumane, così come il Jason Voorhees di «Venerdì 13», altro celebre franchise slasher. Alla fine degli anni Novanta, dopo troppi slasher scontati e banali, il regista Wes Craven, che già aveva aggiornato il genere creando nel decennio precedente la grande icona horror di Freddy Krueger protagonista di «Nightmare», con lo sceneggiatore Kevin Williamson dà vita a «Scream», saga metanarrativa che mette a nudo le convenzioni degli slasher (creandone al tempo stesso di nuove), il settimo film, con la regia dello stesso Williamson, è previsto per il prossimo anno (Craven, morto nel 2016, ha comunque diretto i primi quattro).







