L’incredibile settimana azzurra ci ha portato a conquistare la vetta più alta dell’assurdo, l’Everest del grottesco: l’Italia, Paese con 60 milioni di Ct, non ha un Ct. Oddio, questione di ore, ma al momento questi siamo: in bilico per il Mondiale e con la panca vuota. A prescindere da quel che sarà non possiamo fingere che questa sia stata una settimana qualunque, perché è stata esattamente l’opposto, il prontuario dell’inadeguatezza e dell’incapacità di gestire la crisi, il culmine di anni (decenni) in cui alla logica si è fatto prevalere il sensazionalismo, la voglia di accontentare alla meglio il popolo affamato: avete fame? Eccovi le brioches. Solo che ’ste brioches si sono rivelate una più rancida dell’altra. Procediamo per punti.

1) A un certo punto della settimana il Ct sbaglia la partita che non si poteva sbagliare. Tre pere dalla Norvegia e Mondiale a rischio (il terzo di fila). Il popolo chiede ad alta voce la testa di Spalletti, la Federazione non riflette sul fatto che da lì a tre giorni ci sarebbe stata un’altra partita, peraltro abbordabile, e offre a lor signori la capoccia del Ct. «Sono incazzati, accontentiamoli».

2) I reggenti - e nel caso specifico, Gravina - esonerano Spalletti e lo fanno intendere in luoghi pubblici con la straordinaria formula del “dico-non-dico”. Ma non si rendono conto che hanno parlato con Spalletti da Certaldo. Cosa volete che faccia Spalletti da Certaldo? Esatto: va in conferenza e comunica il suo esonero. Morale: andiamo a giocare contro la Moldavia con un Ct fantasma.