La notizia della chiusura dell'Islamic Center di Amburgo, noto come Moschea Blu e accusato dalle autorità tedesche di sostenere Hezbollah e di diffondere l'ideologia estremista del regime iraniano, è la dimostrazione plastica che denunciare il legame tra i luoghi di culto dell'Islam e gli estremisti non è una battaglia di partito. Una causa, questa, sposata da sempre dall'europarlamentare della Lega, Anna Maria Cisint, che oggi ha rivendicato le sue idee: “Lo denuncio, a mio rischio, da tempo: dietro molti centri islamici si nasconde un progetto politico che punta alla conquista dell’Europa”. Quello di Amburgo, ha sottolineato, "non è un caso isolato". Al contrario, il report commissionato dai Ministeri francesi dell’Interno, degli Esteri e della Difesa "cita esplicitamente la Fratellanza Musulmana come una delle principali reti islamiste: una struttura piramidale, metodica e strategica, che agisce tramite moschee, centri culturali e associazioni, spesso finanziate da Paesi come il Qatar".