Il Tar dà ragione al Comune di Torino su Askatasuna: è stato bocciato il ricorso cautelare depositato lo scorso 20 maggio da alcuni consiglieri della Circoscrizione 7 e da alcuni cittadini che chiedevano la sospensione dell'efficacia degli atti amministrativi con cui è stato avviato, nell’ambito del regolamento per il governo dei beni comuni urbani nella città, il percorso di amministrazione condivisa dell’immobile di corso Regina 47 con un gruppo di cittadini proponenti. Nel mirino dei consiglieri di Fratelli d’Italia c’era il Patto per Askatasuna bene comune.

L’idea era quello di bloccarlo sfruttando la legge regionale voluta da Maurizio Marrone (assessore alle Politiche Sociali di FdI) sui beni comuni approvata in Consiglio regionale il 6 marzo. Così non sarà. E, leggendo le motivazioni del Tar, un destino simile potrebbe fare il ricorso parallelo della Regione Piemonte anche se in quel caso, fa notare l’assessore Maurizio Marrone, non è prevista la sospensiva.

Le motivazioni della sentenza

Tra le motivazione di questa prima bocciatura, però, c’è «’interpretazione costituzionalmente orientata della legge regionale 5/24» che porta in Tar a ritenere che le sue limitazioni all’amministrazione condivisa dei beni «previste dall’articolo 8 della stessa siano applicabili ai soli beni di proprietà regionale».