Un gruppo di sei adolescenti, partiti da Torino per trascorrere una giornata al parco acquatico Cupole Lido di Cavallermaggiore, è stato respinto all’ingresso.

È accaduto martedì. «Siamo partiti alle 8 del mattino – scrivono i giovani in una mail a La Stampa – e, dopo circa due ore di viaggio (tra treno e camminata a piedi), io e i miei cinque amici siamo arrivati all’ingresso del parco verso le 10. Eravamo un gruppo di sei ragazzi: io sono italiano, quattro dei miei amici sono di origine marocchina, e uno è romeno. Appena arrivati, ci è stato negato l’ingresso senza alcuna spiegazione valida. Abbiamo chiesto il motivo, ma ci è stato solo detto che “ieri alcuni stranieri hanno fatto casino”, e che quindi oggi non facevano entrare ragazzi stranieri. Nel frattempo, altri gruppi di ragazzi italiani venivano regolarmente ammessi».

Dispiaciuti per l’accaduto, i ragazzi hanno richiesto anche l’intervento dei carabinieri. «Non ci hanno fatto entrare senza darci una spiegazione chiara – racconta uno di loro –. Ci è stato solo detto che il giorno prima alcuni stranieri avevano fatto casino e che oggi quindi non facevano entrare ragazzi stranieri».

La direzione del parco respinge le accuse di discriminazione e chiarisce che il gruppo in questione sarebbe stato già protagonista di comportamenti inappropriati in passato. «Abbiamo il dovere di garantire sicurezza e tranquillità a tutte le famiglie presenti, soprattutto in un contesto frequentato da bambini – spiegano –. La limitazione dell’accesso ai minori di 18 anni non accompagnati è pienamente legittima e rappresenta una misura di sicurezza ragionevole e proporzionata. Tale limitazione è giustificata dalla posizione di garanzia del gestore, risponde all’esigenza di tutelare l’incolumità dei minori, è supportata da consolidato orientamento giurisprudenziale e costituisce misura preventiva necessaria per evitare responsabilità civili e penali.